Perché la pulizia straordinaria è critica in una linea di polistirene riciclato, l’esperienza di Pulire e Riciclare srl

La materia prima deriva da rifiuti post-consumo (eco-capsule, imballaggi, ecc.) che sono stati decontaminati tramite processi di riciclo autorizzati. Regolamenti europei specifici, come il Regolamento (UE) 2022/1616, definiscono il quadro per l’uso di plastica riciclata a contatto con alimenti, imponendo controlli sul processo di riciclo, sulla decontaminazione e sulla tracciabilità del riciclato.

Tuttavia, una volta che il materiale entra in stabilimento, la linea di produzione può introdurre nuove criticità:

  • particelle di plastica e polvere lungo nastri, tramogge e sistemi di dosaggio
  • residui di lubrificanti, oli tecnici o distaccanti non destinati al contatto con alimenti
  • accumuli di materiale nelle zone “morte” degli impianti (angoli, giunzioni, controsoffitti, canaline)
  • possibile contaminazione crociata tra lotti o formulazioni diverse

Le pulizie straordinarie e approfondite diventano quindi essenziali per mantenere sotto controllo questi rischi e sostenere il sistema qualità dell’azienda.

Il quadro normativo di riferimento

Per una linea che produce posate e bicchieri in plastica riciclata destinati al contatto con alimenti, entrano in gioco principalmente:

1. Regolamento (CE) 1935/2004 – quadro generale MOCA

Stabilisce che i materiali a contatto con alimenti non devono:

  • trasferire ai cibi componenti in quantità tali da mettere a rischio la salute umana
  • modificare in modo inaccettabile composizione o caratteristiche organolettiche degli alimenti
  • e devono essere tracciabili lungo la filiera.

La corretta pulizia e sanificazione dell’impianto è parte concreta del rispetto di questi principi, perché riduce il rischio di trasferimenti indesiderati da sporco, residui di processo o contaminanti.

2. Regolamento (CE) 2023/2006 – Good Manufacturing Practice (GMP)

Impone che la produzione di materiali a contatto con alimenti avvenga secondo buone pratiche di fabbricazione:

  • sistema di qualità documentato
  • procedure di pulizia, manutenzione e sanificazione definite e registrate
  • controllo delle non conformità e azioni correttive
  • formazione del personale sui processi e l’igiene.

Le pulizie straordinarie fatte da Pulire e Riciclare srl vengono integrate nel piano GMP del cliente, con checklist, registri di intervento e tracciabilità dei prodotti utilizzati.

3. Regolamento (UE) 10/2011 – plastiche a contatto con alimenti

Definisce requisiti specifici per le materie plastiche destinate al contatto con alimenti (incluso il polistirene):

  • “lista positiva” delle sostanze ammesse
  • limiti di migrazione specifica
  • prove di migrazione e requisiti documentali.

Una linea sporca o contaminata può compromettere i risultati di queste prove, motivo per cui la pulizia costante è parte integrante della strategia di conformità.

4. Regolamento (UE) 2022/1616 – plastica riciclata per contatto alimentare

Questo regolamento disciplina l’immissione sul mercato di plastiche riciclate in contatto con alimenti, comprese le modalità di:

  • sviluppo e autorizzazione delle tecnologie di riciclo
  • gestione e controllo degli impianti di decontaminazione
  • documentazione e dichiarazioni di conformità che accompagnano i lotti di plastica riciclata.

Una volta che il materiale decontaminato entra nella linea di produzione di bicchieri e posate, è fondamentale che la pulizia dell’impianto non vanifichi il lavoro di decontaminazione, reintroducendo contaminanti fisici o chimici.

Come interviene Pulire e Riciclare: una pulizia straordinaria “tipo”

In occasione delle pulizie straordinarie, Pulire e Riciclare organizza interventi in fermo linea programmato, coordinandosi con qualità, produzione e RSPP del cliente.

1. Analisi preliminare e pianificazione con l’azienda

  • sopralluogo tecnico della linea: estrusori, tramogge, sistemi di alimentazione, stampi, termoformatrici, robot pick&place, nastri di raffreddamento, aree di confezionamento
  • identificazione delle zone critiche (punti di accumulo plastica, polveri, aree sopraelevate, canaline, controsoffitti, tubazioni, passerelle)
  • definizione di una sequenza di pulizia che rispetti il flusso del processo e le prescrizioni del sistema qualità (HACCP/fMEA di processo, se applicato).

2. Messa in sicurezza dell’impianto

  • schermature e protezioni delle parti sensibili (quadri, sensori, elettronica delicata)
  • definizione delle aree di lavoro e dei percorsi di accesso alle parti alte, con uso di piattaforme, trabattelli dove necessario.

3. Rimozione meccanica di residui e polveri

  • aspirazione industriale delle polveri di polistirene a secco con aspiratori con filtri ad alta efficienza
  • rimozione manuale di grumi e residui plastici da tramogge, bocche di carico, bordi stampi
  • pulizia di canaline e pavimenti con sistemi che riducano la ridistribuzione di polvere nell’aria.

4. Detergenza profonda delle superfici

In accordo con i prodotti autorizzati e compatibili con il sistema MOCA del cliente:

  • superfici in acciaio inox (scivoli, telai macchine, carter, tavoli): detergenti alcalini o neutri specifici per industria alimentare, seguiti da accurato risciacquo
  • nastri trasportatori, guide laterali, bordi di contenimento: rimozione meccanica + detergenti idonei al materiale del nastro
  • parti interne accessibili (tramogge, zone di pre-raffreddamento): ove possibile, pulizie umido con sistemi a bassa pressione, evitando ristagni
  • pavimenti e aree perimetrali: lavaggio con monospazzola o lavasciuga, con prodotti antiscivolo e idonei ai pavimenti industriali.

Tutti i prodotti impiegati vengono selezionati in modo da essere compatibili con l’ambiente MOCA, ovvero con schede tecniche e di sicurezza idonee e, dove richiesto, conformi alle prassi dell’industria alimentare.

5. Sanificazione mirata delle aree rilevanti

In accordo con il piano di sanificazione del cliente:

  • utilizzo di sanificanti autorizzati (biocidi/PMC registrati, se richiesto) sulle superfici non direttamente a contatto con il materiale ma rilevanti per l’igiene dell’ambiente (pavimenti, pareti, corrimani, pulsantiere, maniglie)
  • eventuale sanificazione di zone di confezionamento dove i prodotti vengono imbustati o inscatolati
  • attenzione alle aree di accumulo aria (bocchette, griglie, condotte facilmente ispezionabili) per ridurre il particolato in sospensione.

L’uso di sanificanti è sempre calibrato per evitare residui indesiderati e rispettare i tempi di aerazione/ripartenza stabiliti dal responsabile qualità.

6. Aree alte, strutture e controsoffitti

Uno degli aspetti più spesso trascurati:

  • pulizia periodica di travi, passerelle, lampade, canaline e tubazioni sospese, da cui polvere e residui possono cadere sugli impianti
  • rimozione di ragnatele e accumuli in punti difficili, per ridurre la contaminazione particellare.

7. Verifica finale, documentazione e integrazione con il sistema qualità

Al termine:

  • controllo visivo congiunto con il referente qualità/manutenzione del cliente
  • compilazione di rapporti di intervento con dettaglio di aree trattate, prodotti utilizzati, eventuali criticità riscontrate e suggerimenti migliorativi.

Questa documentazione è preziosa anche in caso di audit clienti, GDO o terze parti.

Collegamento con sistemi HACCP e gestione del rischio

Pur non trattandosi di cibo in senso stretto, la produzione di MOCA in plastica riciclata per uso alimentare beneficia di un approccio di tipo HACCP per l’analisi dei rischi di contaminazione, in linea con i principi del Regolamento (CE) 852/2004 sul controllo dei pericoli nelle filiere alimentari.

Le pulizie straordinarie effettuate da Pulire e Riciclare Srl diventano così:

  • misure di controllo su punti critici legati alla contaminazione fisica e chimica
  • prerequisiti igienici strutturali, registrati e tracciabili
  • elementi a supporto della valutazione di conformità del sistema complessivo.

I benefici per l’azienda produttrice

Affidare le pulizie straordinarie della linea di produzione a un partner specializzato come Pulire e Riciclare significa:

  • ridurre il rischio di non conformità MOCA legate a contaminazioni da impianto
  • dare coerenza all’immagine “green” di un prodotto in polistirene riciclato da post-consumo, dimostrando attenzione a igiene e sicurezza lungo tutta la filiera
  • supportare gli audit su Reg. 1935/2004, 2023/2006, 10/2011 e 2022/1616, grazie a procedure di pulizia documentate
  • prolungare la vita utile dell’impianto riducendo corrosioni, accumuli e blocchi dovuti a sporco
  • migliorare anche le condizioni di lavoro degli operatori (meno polvere, ambiente più ordinato e sicuro).
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